Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

12 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:56

“Se potremo rimpatriare questo risparmio italiano di Mps in Italia saremo felici di farlo”. La battuta è dell’amministratore delegato delle Generali, Philippe Donnet che nei mesi scorsi ha accantonato il progetto di un’alleanza con i francesi di Natixis per la gestione congiunta di 1900 miliardi di euro, che aveva sollevato un’ondata di polemiche governative sull’italianità del risparmio.

“Non bisogna mischiare il tema della sovranità nazionale con l’asset management che è un business globale. Se l’operazione con Natixis fosse stata realizzata non avrebbe avuto alcun impatto sul risparmio degli italiani”, ha detto giovedì 12 marzo incalzato dai giornalisti in occasione della presentazione dei conti 2025 della compagnia di treiste. E poi ha ricordato che in Italia c’è un caso “molto interessante”, quello della ex banca di Stato, oggi primo azionista delle Generali e a sua volta controllata dagli eredi Del Vecchio e da Francesco Gaetano Caltagirone. “Da molti anni i risparmi dei clienti italiani di Mps è stato dato alla compagnia di assicurazione francese Axa, che l’ha dato in gestione a una banca francese, Bnp Paribas, perché Axa ha venduto il suo asset management a Bnp e così questo risparmio è gestito in Francia dai francesi, ma è una situazione che non ci riguarda”. L’accordo però scade tra poco, nel 2027, Generali potrebbe subentrare ai francesi anche alla luce della parentela appena acquisita con Siena? “Ovviamente la decisione non sta a noi, però noi siamo disponibili, come ho detto, a parlare con tutti quelli che ci possono aiutare a fare il nostro mestiere. Quindi noi sappiamo, come tutti, che questo accordo scade, il nostro mestiere è anche la gestione del risparmio, forse saremo un candidato per la sostituzione di Axa”. E, appunto, per il rimpatrio dei risparmi italiani di Siena. Per dirla in termini sovranisti.