Roma, 12 mar. (askanews) – La scomparsa della conduttrice televisiva Enrica Bonaccorti, morta a causa di un tumore al pancreas, riporta l’attenzione su una delle neoplasie più aggressive e difficili da diagnosticare. Il carcinoma pancreatico rappresenta oggi una sfida crescente per la sanità pubblica e per la ricerca oncologica: i casi sono in aumento e, secondo le stime, nei prossimi cinque anni potrebbe diventare la seconda causa di morte per tumore nei Paesi occidentali.
In Italia, secondo le stime più aggiornate dei registri oncologici, nel 2024 sono state registrate 13.585 nuove diagnosi di tumore del pancreas, con una distribuzione ormai quasi equivalente tra uomini e donne: 6.873 casi negli uomini e 6.712 nelle donne. Rappresenta la quarta causa di morte per cancro nel nostro Paese, con circa 15.000 decessi l’anno.
Il tumore del pancreas colpisce prevalentemente dopo i 60 anni ed è associato a diversi fattori di rischio, tra cui fumo, obesità, diabete e familiarità, anche se in molti pazienti si sviluppa in assenza di fattori di rischio o familiarità specifica.
La prognosi resta purtroppo molto sfavorevole: la sopravvivenza è tra le più basse in oncologia e solo una persona su dieci è viva a cinque anni dalla diagnosi.











