Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Durante il question time alla Camera, Salvinir ha cercato di mettere ordine su una delle tematiche più controverse, annunciando le prossime mosse del Mit

Il problema dei dubbi circa la legittimità degli autovelox, quando si parla di sanzioni comminate per il superamento dei limiti di velocità, è di certo uno dei più controversi e dibattuti degli ultimi anni: anche la distinzione tra dispositivi "approvati" e "omologati" non ha portato a risolvere l'annosa questione, scatenando una vera e propria pioggia di ricorsi.

Intervenuto nel corso del question time alla Camera dei deputati, il titolare del dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha cercato di mettere ordine nella complessa disciplina, chiarendo che solo gli autovelox "approvati dal 2017 in poi saranno considerati automaticamente coerenti con i requisiti di omologazione". Per quanto concerne, invece, gli apparecchi elettronici approvati prima del 2017, essi "potranno essere utilizzati solo se il relativo prototipo sarà adeguato ai nuovi requisiti tecnici". Il ministero prosegue con l'opera di censimento e catalogazione dei dispositivi di rilevamento della velocità con un unico obiettivo, ovvero quello di stabilire una linea comune da seguire a livello nazionale, smantellando la tendenza da parte degli Enti locali a ricorrere alle sanzioni come una fonte di entrata strutturale: "Superiamo l'idea dell'autovelox usato solo per fare cassa e riaffermiamo che la sicurezza stradale vene prima di tutto", ha dichiarato il ministro.