Otto Paesi Ue respingono la richiesta, avanzata dall’Italia, di sospendere il mercato europeo di scambio delle emissioni di CO2. L’Ets - si legge in un non paper firmato da Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Lussemburgo - «è la pietra angolare della politica climatica dell’Ue» e «apportare modifiche fondamentali, mettere in discussione lo strumento stesso o sospenderlo costituirebbe un passo indietro molto preoccupante, non solo in termini di ambizione climatica, ma anche perché indebolirebbe i segnali di prezzo del carbonio che sostengono investimenti e stabilità del mercato».

L’Ets, evidenziano gli otto governi nel documento preparato in vista del vertice Ue del 19 e 20 marzo, «è essenziale per fornire i segnali necessari a rafforzare l’industria europea e guidare la decarbonizzazione e la reindustrializzazione basate su fonti energetiche domestiche, pulite e accessibili, garantendo al contempo la sicurezza economica». Secondo i Paesi firmatari, «industria e mercati energetici europei hanno bisogno di un quadro normativo stabile» capace di orientare gli investimenti: in questo contesto, «la stabilità dell’Ets, come strumento di prezzo del carbonio, è fondamentale per attrarre capitali e offrire visibilità di lungo periodo ai settori industriali».