MESTRE (VENEZIA) - Una pattuglia della polizia locale, di fronte la stazione di Mestre, vede un'anziana sbracciarsi per attirare la loro attenzione. Alle spalle della signora, due donne si stanno azzuffando: una è la figlia dell'anziana e l'altra, oltre ad essere una borseggiatrice, è anche la sorella della 20enne tunisina che lo scorso 11 dicembre ha rubato un mototopo per poi schiantarsi contro il ponte di Rialto.
La vicenda avviene martedì sera, attorno alle 19. Mamma e figlia, dopo aver percorso via Piave, stanno attraversando le strisce pedonali di via Trento per raggiungere la stazione. Mentre camminano, la più giovane si accorge che una donna sta mettendo le mani nella borsetta della madre e le sta rubando il portafoglio. La figlia rincorre la borseggiatrice, riesce a placcarla e subito scatta la lite. La donna tenta di divincolarsi, vuole sfuggire alla presa della figlia che, però, non ha alcuna intenzione di lasciarla andare senza essersi prima ripresa il portafoglio della madre.
L'anziana vede poco lontano una pattuglia della polizia locale, in presidio fisso di fronte alla stazione ferroviaria: urla, chiede loro aiuto, dimena le braccia verso l'alto cercando di attirare la loro attenzione, e ci riesce. Gli agenti vedono subito che alle spalle della signora due donne sono passate alle mani: una, in particolare, sta tenendo bloccata la seconda, impedendole di muoversi. I vigili le separano, immobilizzano la donna e cercano di capire che cosa sta succedendo. La figlia racconta loro che la madre era appena stata borseggiata, e che ha trattenuto la donna per consentire a loro di arrestarla. A questo punto, scattano le manette.






