MESTRE - Due borseggi nel giro di ventiquattr’ore, entrambi nel cuore di Mestre. Se il primo furto si è concluso però con l’arresto di un uomo già noto alle forze dell’ordine, il secondo è terminato con la sparizione di tutti i protagonisti.
Il primo intervento risale a martedì pomeriggio, in piazza XXVII Ottobre. Una donna tunisina residente a Mestre stava passeggiando sotto i portici quando un uomo le si è avvicinato con l’intenzione di strapparle la borsa. La reazione della vittima, però, è stata tutt’altro che passiva: afferrata la maglietta del ladro, gliel’ha strappata di dosso e lo ha colpito ripetutamente su braccia e spalle con dei pugni, costringendolo a desistere dal portare a termine il furto e a fuggire.
Fondamentale, a quel punto, è stato il contributo che un testimone ha fornito alle forze dell’ordine. L’uomo ha infatti seguito a distanza il ladro, rimanendo in costante contatto con la Polizia che ha inviato due pattuglie della Squadra Volanti: la prima in soccorso alla vittima, la seconda sulle tracce del fuggitivo. L’inseguimento si è concluso in corso del Popolo, dove il borseggiatore – un cittadino rumeno del 1972, con numerosi precedenti e già colpito da foglio di via obbligatorio da Venezia – è stato bloccato e arrestato per tentata rapina. Comparso ieri mattina davanti al giudice Marco Bertolo per la direttissima e sostenuto dall’avvocato Alessandro Lombardo, l’uomo ha tentato una difesa paradossale, dichiarando che non era sua intenzione derubare la donna, ma di volerla soltanto “avvisare” che aveva la borsetta aperta. Una giustificazione respinta dal magistrato, che ha disposto la custodia cautelare in carcere e rinviato l’uomo a giudizio il prossimo 31 ottobre.






