Poi la metro si ferma a Grotte Celoni e lo scenario cambia. Si scende in banchina, certo, ma per raggiungere l’uscita non si può prendere l’ascensore, sbarrato con una transenna gialla. Per i disabili, poi, l’ostacolo è insormontabile. Le scale mobili? Fuori uso pure quelle. L’unica opzione è aspettare il treno successivo, o forse chiamare l’assistenza. Scena identica nella banchina in direzione opposta, ma c’è chi sfida lo sbarramento e lo sposta. Due signore sulla sessantina, con le buste della spesa sotto braccio, si ostinano a chiamare l’ascensore. Una, due, tre volte, poi la resa: «Paghiamo l’abbonamento. Ha presente quanto costa? Sono quasi cinquanta euro al mese, tutti i mesi. Eppure non vengono garantiti nemmeno i servizi di base».