A Cinecittà l’ascensore che dovrebbe permettere agli utenti di arrivare dall’atrio alle banchine e viceversa è rotto. Spingendo il pulsante, le porte non si aprono. Nessuna informazione viene fornita se si schiaccia il bottone del citofono che dovrebbe mettere gli utenti in contatto con il box degli operatori Atac. Non risponde nessuno.

Problemi analoghi a Subaugusta, dove gli elevatori fuori servizio sono due. Un’anziana, che cammina con difficoltà, è costretta ad aggrapparsi al braccio della persona che l’accompagna e a fare le scale. Percorrendo il tratto che va da Giulio Agricola a Colli Albani, l’ostacolo più grande da "mappare" è legato ai montascale. Alcuni degli impianti (tre a Porta Furba, due ad Arco di Travertino e due a Colli Albani) sono fuori servizio, ma è analizzando che cosa prevede il protocollo per l’uso di quelli in funzione che ci si accorge di come queste stazioni siano off-limits. «Per l’uso del servoscala suonare e attendere indicazioni da parte dell’operatore di stazione», recitano i cartelli affissi. Peccato che a rispondere non ci sia nessuno. I box sono deserti e del personale qualificato non c’è traccia. Nella pagina del sito Atac "Accessibilità stazioni metro" si specifica che è possibile prenotare un servizio di assistenza «mediante la Web App», ma l’iter per una persona con disabilità o magari anziana è macchinoso.