PORCIA - L’inchiesta sull’omicidio di Mario Ruoso, l’87enne ucciso nella sua abitazione di Porcia la mattina del 4 marzo scorso, entra ora nella sua fase più delicata: quella delle analisi scientifiche sui reperti raccolti sulla scena del crimine. Gli investigatori hanno infatti inviato numerosi elementi sequestrati al Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per il Veneto di Padova, struttura della Polizia di Stato specializzata negli accertamenti tecnico-scientifici e considerata l’equivalente, per il corpo, del Ris dei carabinieri.

Gli esperti di laboratorio stanno passando al setaccio ogni traccia utile: frammenti biologici, impronte, fibre tessili e possibili residui lasciati dall’aggressore durante le fasi del delitto. L’obiettivo principale resta uno: isolare e identificare il Dna dell’assassino, un elemento che potrebbe consolidare definitivamente le indagini. Loriano Bedin, di 67 anni, amico e collaboratore del cavaliere Mario Ruoso, aveva ammesso le proprie responsabilità messo alle strette con le immagini che lo ritraevano mentre saliva le scale del condominio armato di spranga.

Ruoso, l'autopsia sul corpo del patron di TelePordenone conferma la mattanza: «Bedin lo ha colpito otto volte alla testa»