«C’è bisogno del nucleare. Una fonte di progresso, di prosperità e di indipendenza». Con queste parole il presidente francese Emmanuel Macron ha aperto ieri il secondo Vertice internazionale sul nucleare civile alla Seine Musicale di Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi. Un vertice organizzato dalla Francia assieme all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) per rilanciare il nucleare civile come opportunità economica, ecologica e geopolitica, sullo sfondo della guerra in Medio Oriente che ha evidenziato le fragilità delle economie dipendenti dai combustibili fossili. Rivolgendosi alla platea di leader e rappresentanti di Stati e istituzioni internazionali, tra cui il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, Macron ha sottolineato che il summit si tiene in un contesto particolare. «La parola nucleare è associata a un conflitto in corso in Iran e nel Medio Oriente» e il vertice si tiene «esattamente 15 anni dopo la catastrofe di Fukushima», ha detto il presidente francese, rivolgendo un messaggio di «fraternità al popolo giapponese, funestato» da quella tragedia.

Ma negli ultimi quindici anni il mondo è cambiato. «Nulla cancella il dolore», ha puntualizzato Macron, ma dal 2011 sono state tratte le dovute lezioni e oggi il nucleare è «un’energia profondamente sicura». «Ovunque i nostri reattori sono sottoposti ai controlli più rigidi del pianeta», ha affermato il capo dello Stato francese, alla guida di un Paese che è una delle principali potenze nucleari civili al mondo con i suoi 57 reattori. Bisogna «modernizzare, innovare, trasformare», ha proseguito Macron, prima di elencare i vantaggi del nucleare civile, un’energia pulita e relativamente non cassibile ra, senza la quale non sarebbe raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione europea.