Anche se c’è chi ne soffre di meno e chi di più, quando un crampo arriva è impossibile ignorarlo. Doloroso nella sua fase acuta, il crampo è in grado di fermarci anche nel bel mezzo di una prestazione sportiva o di svegliarci mentre dormiamo profondamente.

«Sono contrazioni involontarie, improvvise e dolorose di uno o più muscoli», spiega Simona Cerulli, fisiatra della Unità operativa complessa di traumatologia dello Sport e Chirurgia Articolare del Policlinico Gemelli di Roma. «I crampi durano da secondi a minuti e colpiscono soprattutto polpacci, cosce, piedi o dita, ma possono interessare qualsiasi muscolo (anche addome o mani)», aggiunge. Sperimentare queste fitte durante lo sport o nel cuore della notte è un’esperienza che sembra colpire trasversalmente sia atleti sia le persone più sedentarie.

«Più a rischio sono gli anziani, cioè coloro che hanno un’età superiore ai 65 anni, per via della presenza di una minore massa muscolare, di meno idratazione e di patologie croniche e relative terapie», sottolinea Cerulli.

«Ma sono più a rischio anche gli atleti che fanno sforzi intensi, donne in gravidanza e le persone in sovrappeso», aggiunge la fisiatra del Gemelli. Le cause dei crampi però sono molteplici e non sempre molto chiare. La maggior parte delle volte alla base dei crampi muscolari ci sono lunghi periodi di esercizio fisico, soprattutto durante la stagione calda; disidratazione; il mantenimento di una posizione per un periodo troppo lungo di tempo; l'assunzione di alcuni farmaci, come i diuretici.