La Banca centrale europea sta lavorando su tanti fronti per portare il sistema monetario nell’era digitale. È qui che entra in gioco Appia, la roadmap con cui l’Eurosistema vuole preparare i mercati finanziari europei alla tokenizzazione. Alcune novità le maneggeremo in prima persona, come l’euro digitale. Altre, molto meno visibili, servono per far funzionare il sistema finanziario. Per tutto questo, ercoledì 11 marzo sono stati resi noti i dettagli di un percorso piuttosto articolato che si snoderà nei prossimi anni.Identikit di Appia: perché nasce e come funzionaFare un bonifico è un’operazione apparentemente semplice: si inserisce l’Iban, si conferma l’operazione e i soldi arrivano nel conto corrente del destinatario. Dietro le quinte c’è una banca che deve trasferire liquidità a un’altra. Questa transazione avviene nei mercati finanziari all’ingrosso, cioè quelli accessibili soltanto agli operatori (non ai clienti), e in moneta di banca centrale, cioè la liquidità che le banche detengono nei conti presso la Banca centrale europea per regolare i pagamenti tra di loro.Nei mercati finanziari all’ingrosso si scambiano anche titoli di Stato, obbligazioni e altri strumenti finanziari. Ad ogni transazione, il sistema deve far combaciare due operazioni: il trasferimento del titolo e quello del denaro. Questo processo, chiamato regolamento, oggi avviene attraverso diverse infrastrutture che devono coordinarsi tra loro.Trasformando titoli e denaro in token digitali, disponibili su registri distribuiti come la blockchain, l’intero ciclo di vita di un asset (emissione, negoziazione, regolamento, custodia, servicing) viene invece gestito da una sola piattaforma. Questi passaggi, quindi, possono diventare pressoché istantanei, più sicuri e meno costosi. Funzionando 24 ore su 24, 7 giorni su 7. La tokenizzazione permette inoltre i cosiddetti smart contract, cioè operazioni programmate per eseguirsi automaticamente solo al verificarsi di certe condizioni predefinite. Nelle intenzioni della Banca centrale europea, Appia sarà l’ecosistema integrato che renderà possibile tutto questo.La moneta di banca centrale resta il perno del sistema monetario“Con Appia stiamo costruendo una strada che collega il sistema finanziario di oggi ai mercati tokenizzati di domani, saldamente ancorata alla moneta di banca centrale”, ha dichiarato Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea. Una precisazione tutt’altro che casuale.All’interno di mercati finanziari completamente tokenizzati si potrebbe assistere al tentativo di regolare le transazioni con depositi bancari tokenizzati o stablecoin, entrambi emessi da soggetti privati, oppure su infrastrutture basate su altre valute. La Bce, invece, sottolinea con forza che la moneta di banca centrale è e rimarrà “l’ancora del sistema monetario”. Garantendo la sua stabilità e l’efficienza e, si legge nel comunicato stampa, “assicurando la rilevanza internazionale dell’euro”.La Bce ribadisce l'intento di rafforzare l’autonomia strategica europea, evitando che le infrastrutture, le tecnologie o le normative su cui si baseranno i futuri mercati tokenizzati dipendano da attori extraeuropei.Prima Pontes, poi Appia: i prossimi passiL’Eurosistema ha iniziato già nel 2024 a esplorare le possibili tecnologie per questa transizione, per poi annunciare ufficialmente la strategia il 1° luglio 2025. Si comincia nel terzo trimestre del 2026 con Pontes, un’infrastruttura sperimentale che farà da collegamento tra le piattaforme basate su registri distribuiti e i sistemi dell’Eurosistema dove vengono regolati i pagamenti in moneta di banca centrale, le cosiddette infrastrutture Target.Per la soluzione definitiva – battezzata, non a caso, come la via Appia dell’antica Roma – ci vorrà più tempo. Fino al 22 aprile sarà aperta la consultazione pubblica, perché Appia è un progetto che la Banca centrale europea intende sviluppare insieme agli operatori di mercato. Per il 2028 è prevista la pubblicazione di un blueprint, un documento tecnico che descriverà il funzionamento dell’infrastruttura. Nel frattempo, l’Eurosistema continuerà a sviluppare Pontes e a lavorare con i soggetti privati.