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L’indagine è nelle sue fasi preliminari e ancora devono essere accertate eventuali responsabilità ma intanto il sindacato Unarma definisce “sconcertanti” le frasi contri gli agenti
In attesa degli interrogatori di pre-garanzia agli otto medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna emergono nuovi dettagli sul caso dei presunti certificati prodotti per evitare l’ingresso nei Cpr dei migranti irregolari. Finora è stata resa nota l’esistenza di una rete esterna all’ospedale, che faceva riferimento a un medico non di Ravenna che faceva la “mappatura” dei certificati di non idoneità. Lo scopo era quello di evitare il rimpatrio ai soggetti per i quali veniva chiesta l’idoneità medica, tramite moduli prestampati. Il Corriere Romagna oggi fa sapere che i medici hanno continuato a interfacciarsi con l’operatore sanitario esterno all’ospedale di Ravenna, non coinvolto nelle indagini, che poche ore dopo la perquisizione ha scritto a una delle dottoresse.






