In Italia il Gender pay gap si attesta al -10,4%, un dato che testimonia come le imprese siano ancora lontane dalla piena maturità, con gli uomini che percepiscono retribuzioni mediamente superiori a quelle delle donne in tutte le categorie di inquadramento. A descrivere la situazione è l’analisi di ODM Consulting (Gi Group Holding), che mostra come il divario più elevato sia tra gli operai (–12,3%), seguiti dai dirigenti (–10,6%) e dagli impiegati (–10%). Il gap risulta più contenuto tra i quadri (–5,7%).
Il divario retributivo, se analizzato considerando i ruoli di pari peso all’interno delle organizzazioni, risulta essere più contenuto per tutte le fasce di complessità, con percentuali di scostamento tra il -1,5% e il -4,5%, esclusi gli executive. Nelle società quotate, grazie all’applicazione della Legge n. 160/2019, la presenza femminile nei consigli di amministrazione si attesta intorno al 43%, in linea con gli anni precedenti. Nonostante i progressi fatti negli ultimi anni, le donne restano sottorappresentate nel mercato del lavoro e prevalentemente impiegate in aree funzionali di staff. E questo è quanto si riscontra anche ai vertici: solo il 2,2% ricopre la carica di amministratrice delegata e solo il 3,5% quella di presidente del CdA. Analizzando le remunerazioni degli amministratori delegati, una volta raggiunta la posizione apicale, non sussistono differenze di compenso, con un Gpg pari a 1,3%.









