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11 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:49

Cosa resta della democrazia se l’informazione è asservita, controllata, appaltata al potere affluente? E’ una domanda che ci rincorre e ci assilla. Al di là dell’Atlantico Donald Trump, nei suoi straripanti incontri con la stampa, destina ai giornalisti ora smorfie, ora vistosi cenni di disapprovazione, ora risate. Blandisce, censura, attacca, accusa. Sono performances quasi quotidiane a cui assistiamo sempre più stupiti per la debacle dei grandi mezzi di informazione. Nessuno fiata, nessuno protesta. Tutti in silenzio, o quasi. In casa nostra proliferano le scelte ossequiose con le quali la stampa, pubblica e privata, destina ogni attenzione a chi ha il potere.

La Rai ha prima immesso Tommaso Cerno, il direttore del Giornale, proprietà degli Angelucci, cantiere di produzione del centrodestra, nel registro domenicale di Mara Venier: tv per famiglie che comunque su Raiuno è sempre un bel brodo elettorale. Poi ha destinato a Cerno una striscia quotidiana sul due (essendo occupata dal sempiterno Vespa quella sul primo canale), e sempre dopo il Tg dell’ora di pranzo. Due di picche si chiama e fa da digestivo politico. Promuovere e soprattutto sostenere a voce quel che il nostro collega scrive ogni giorno: ma quant’è giusto il governo, e com’è buona Giorgia (donna, mamma, moglie, cristiana eccetera….) e cattivi gli altri.