Una lettrice scrive:
«Il costo del plateatico per mettere un banco al mercato del sabato del Balon e a quello mensile del Gran Balon dopo vari aumenti ha raggiunto livelli per molti venditori quasi insostenibili. Domenica 8 marzo per esporre un banchetto al Gran Balon ho pagato 90 Euro: questo significa che dall'incasso della giornata devo togliere questa voce, e molti venditori spesso neppure arrivano a coprirla. Stiamo parlando di ambulanti, che fanno questo mestiere per vivere, o di giovani (come chi scrive) che non trovando lavoro si sono inventati un'attività artigianale e mettono in vendita quel che di pratico o di artistico producono. Perché infierire su queste categorie, tra le più deboli?
Purtroppo lo Stato (in questo caso rappresentato dal Comune e dai suoi dipendenti del settore Mercati, i quali fanno, disfano e sembrano assegnare i posti a simpatia, esigono adesioni e bonifici prima ancora di sapere se sabato pioverà e il mercato sarà annullato) non è mai dalla parte dei cittadini.
Ecco spiegata antipatia e diffidenza che nutriamo verso questi apparati che impongono, tassano, infliggono multe ingiuste, richiedono contributi esosi, mai dalla parte del contribuente – e delle categorie più povere – il quale si sente sfruttato, mai ascoltato, difeso, accompagnato nei suoi bisogni o nella sua attività».







