Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

11 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:05

La banda dei farmaci tumorali agiva a colpo sicuro, grazie a una o più talpe, in certi casi una guarda giurata. Si metteva in moto quando erano appena arrivati i costosissimi farmaci salvavita, sottraendoli al servizio sanitario nazionale. Per poi conservarli male, prima di fornirli alla rete di ricettatori, un ricco mercato parallelo. Con clienti anche all’estero, nord Africa e Medio Oriente, secondo le indagini dei carabinieri della Compagnia Vomero e della sezione sicurezza urbana della Procura di Napoli – procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Pierpaolo Filippelli, pm Maurizio De Marco – culminate in tre arresti in carcere, tre ai domiciliari e quattro obblighi quotidiani di presentazione alla polizia giudiziaria per accuse di furto e ricettazione.

Gli indagati sono complessivamente 17. Il Gip ha escluso l’associazione a delinquere contestata dai pm restringendo a due i capi della banda, Alessio Donnarumma e Cristofaro Sacchettino, che agivano con complici a rotazione. Per i due è stato disposto il carcere, come per Danilo De Angelis. Arresti domiciliari per Ciro Sacchettino, Antonio Fabio Alfano e Pasqualino Spadaro. Obbligo di firma per Antonio Ruffino, Diomede Contini, Francesco Pandolfo e Francesco Celentano.