TREVISO - Qualsiasi farmaco che passa all’interno dell’azienda sanitaria è registrato. Difficile dunque pensare di sottrarre confezioni senza essere scoperti. Soprattutto se tra queste ci sono anche quelle destinate alla Caritas. Già, perché tra i medicinali fatti sparire, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Treviso e dai carabinieri del Nas, da Anna Caterina, Antonietta e Valeria Vitiello, le tre sorelle di 60, 55 e 53 anni, dipendenti dell’Usl 2 impiegate nel magazzino della farmacia del Ca’ Foncello, e da Edmond Habili, 64enne autista della Cooperativa Noncello, vincitrice dell’appalto per la gestione dei servizi logistici dell’azienda sanitaria, c’erano anche quelli che dovevano essere donati all’ente confessionale della Cei in base a una convenzione rinnovata un paio d’anni fa dall’allora direttore generale Francesco Benazzi.

Circostanza che, secondo gli inquirenti, rende ancora più odiosa la condotta contestata ai quattro principali indagati. Per quanto riguarda gli altri 20, al momento sotto accusa per incauto acquisto anche se la loro posizione potrebbe aggravarsi in quella di ricettazione. «La direzione aziendale, preso atto della situazione che vede coinvolti alcuni dipendenti della farmacia ospedaliera, provvederà ad adottare le opportune azioni al fine di mettere in sicurezza sia l’azienda sanitaria che il personale coinvolto» ha fatto sapere l’Usl 2 ieri nel tardo pomeriggio. Tradotto: verranno presi dei provvedimenti. Dichiarazione che ipotizza anche una futura costituzione di parte civile in un eventuale processo con relativa richiesta di danni, sia patrimoniali legati al valore dei farmaci sottratti (le confezioni sequestrate dai Nas costano all’incirca 40mila euro, ndr) sia d’immagine.