TREVISO - «Non abbiamo rubato quei farmaci». È racchiusa in queste parole la difesa delle tre sorelle dipendenti dell’Usl della Marca - Anna Caterina, Antonietta e Valeria Vitiello - accusate di aver rubato dalla farmacia dell’ospedale di Treviso e dal deposito di Oderzo medicinali salvavita e antitumorali, ma anche farmaci più comuni, come Tachipirina o Brufen, alcuni destinati alla Caritas, per poi rivenderli all’esterno.
L’indagine del Nas di Treviso ha portato la Procura di Treviso a iscrivere 24 persone nel registro delle notizie di reato. Nello specifico, per le tre sorelle e Edmond Habili, autista della cooperativa Noncello che ha vinto l’appalto per gestire i servizi logistici dell’Usl, l’accusa è di peculato aggravato in concorso. Il quadro è completato da altre 20 persone che avrebbero comperato i medicinali trafugati dal Ca’ Foncello: sono tutte chiamate a rispondere di incauto acquisto.
Per le tre sorelle, però, le cose non stanno così. «Respingono ogni accusa: non hanno compiuto alcun reato», scandisce l’avvocato Paolo Ferri, legale di Antonietta Vitiello, 56 anni, e Valeria Vitiello, 53 anni. Anna Caterina Vitiello, 60 anni, è difesa dall’avvocato Riccardo Ferri, dello stesso studio con sedi tra Oderzo e Treviso.











