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L'inglese Patrick Bishop ricostruisce il periodo fra il '40 e il '44 sotto i nazisti e la rinascita in nome dell'orgoglio
C'è una curiosa assonanza fra la Paris sera toujours Paris, la rassicurante canzone che Maurice Chevalier incise nel novembre del 1939, quando la Seconda guerra mondiale era scoppiata da tre mesi, e l'infiammato discorso che il generale de Gaulle pronunciò all'Hotel de Ville nell'agosto del 1944, nel giorno in cui la capitale di Francia veniva ridata ai francesi: "Malgrado l'oscurità/ la sua luce non si spegnerà" diceva la prima, "Parigi oltraggiata/Parigi liberata" diceva il secondo e al "coraggio" che "brillava" cantato dalla voce suadente del suo più celebre chansonnier faceva eco la "Francia che combatte" della voce dell'unico che fin dall'inizio ci aveva creduto. E insomma se Parigi sarebbe stata per sempre Parigi era anche dovuto al fatto di essere il simbolo "dell'unica Francia, della vera Francia, della Francia eterna!".






