PADOVA - Molestie, denunce di violenza, stalking e abusi sessuali sul posto di lavoro. Nessun luogo è esente da questi gravi episodi, nemmeno l’università di Padova che tramite la figura del Consigliere di fiducia si impegna a far emergere i casi più delicati. Che è il primo passo per cercare una soluzione a un tema sempre più sentito dalla società.
Da quando ha aperto il suo ufficio a Palazzo Bo, il Consigliere ha ricevuto 67 segnalazioni di abusi sessuali nelle sedi dell’ateneo. Sia da parte di donne che di uomini. È quanto rivela la relazione che l’avvocato Alessandro Zanotto ha sottoposto al Senato accademico e che fa da bilancio a quasi due anni di assistenza legale. Un netto richiamo va ai docenti, che nel rapporto con le studentesse rischiano di avere troppa leggerezza, specie con l’uso dei social network che hanno allontanato le distanze, e reso ogni rapporto più informale. A volte fin troppo.
Entrando nel merito del resoconto fatto da Zanotto al Senato, in soli sei mesi del 2024 le segnalazioni sono state 23, di cui 17 da donne e 6 da uomini, mentre nel 2025 le richieste sono state inizialmente 41, salite a 44 dopo che il Consigliere ha avviato tre istruttorie. Di queste, 27 sono arrivate da donne e 14 da uomini. Numeri che dimostrano come ovunque possa esserci violenza di genere, che va dalla molestia fisica a quella verbale, fino agli abusi sul luogo di lavoro e la richiesta di ricatti a sfondo sessuale.






