Quella notte pensava di morire, ma è riuscito a salvarsi, «strisciando per terra» e «guardando la morte in faccia»: due ragazze si erano accasciate su di lui e si è trovato di fronte i loro volti divorati dalle fiamme. Quando è riuscito a uscire dal locale ha visto una giovane nuda, «i suoi vestiti si erano sciolti, lei era priva di sensi». Ha provato a chiedere aiuto: «Ho indicato questa ragazza a un agente di polizia che mi ha detto di non essere lì per questo».

Adesso che anche il sindaco Nicolas Féraud è finito tra gli indagati per il rogo del Constellation di Crans-Montana, in cui nella notte di Capodanno sono morti 41 ragazzi e 115 sono rimasti feriti, altri dettagli emergono dal verbale choc di Predrag Jankovic, uno dei due buttafuori in servizio quella notte nel bar. L’altro è morto. Il giovane ha raccontato di non avere ricevuto nessuna formazione come addetto alla sicurezza: non sapeva nemmeno se nel pub ci fossero estintori o uscite secondarie. Ha studiato come falegname, «non sono una guardia giurata», ha detto. Quella notte non aveva ricevuto nemmeno un’attrezzatura adeguata: «Avevo solo una torcia. Non avevo nient’altro».

Il bodyguard ha detto di avere assistito a una discussione tra Jean-Marc Gabrielli - definito dai Moretti un loro «figlioccio» e per i quali gli avvocati delle vittime chiedono l’arresto - Cyane Panine - la cameriera che involontariamente ha fatto divampare il rogo avvicinando al soffitto infiammabile un bengala - e Jessica Moretti: «Parlavano delle porte, di avere un solo ingresso per impedire alle persone di entrare da altri punti. È successo proprio davanti a me». E ancora: «Ad un certo punto ricevetti l’ordine da Jean-Marc di smettere di controllare i documenti, perché dovevamo fare entrare tutti»