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10 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:17

“Sono riuscito a uscire strisciando, dimenandomi. Ero sotto la pila di persone”. Predrag Jankovic racconta così la sua fuga dalle fiamme del Constellation di Crans-Montana, il locale devastato dall’incendio nella notte di Capodanno. Nel rogo sono morti 41 ragazzi e 115 sono rimasti feriti. Lui era uno dei due buttafuori in servizio quella sera. L’altro non è sopravvissuto. Nel verbale agli investigatori il giovane descrive minuti di panico e di fumo in cui, dice, ha “guardato la morte avvicinarsi”.

Jankovic – come riporta Il Messaggero – spiega di non avere mai ricevuto una preparazione per il ruolo di addetto alla sicurezza. “Ho studiato come falegname, non sono una guardia giurata”, mette a verbale. Non sapeva nemmeno se nel pub ci fossero estintori o uscite di emergenza. Anche l’attrezzatura, sostiene, era inesistente: “Avevo solo una torcia. Non avevo nient’altro”. Prima che l’incendio scoppiasse, racconta di avere assistito a una conversazione tra Jean-Marc Gabrielli — che i Moretti definiscono un loro “figlioccio” e per il quale i legali delle vittime chiedono l’arresto —, la cameriera Cyane Panine e Jessica Moretti. Anche Gabrielli, dopo le prime dichiarazioni di difesa dei due coniugi, ha testimoniato di non essere stato mai formato. “Parlavano delle porte, di avere un solo ingresso per impedire alle persone di entrare da altri punti. È successo proprio davanti a me”, ricorda. Poco dopo, aggiunge, arriva un ordine: “Ad un certo punto ricevetti l’ordine da Jean-Marc di smettere di controllare i documenti, perché dovevamo fare entrare tutti”.