Ha legato il suo nome ad alcuni dei più grandi successi della musica italiana, interpretati, ad esempio, da Battisti, Mina, Celentano, Cocciante, Mango. Ha depositato 1776 canzoni alla Siae. Ha venduto oltre 523 milioni di dischi nel mondo. Nell'anno del compimento dei suoi novant'anni, ha ricevuto, nell'ambito dell'edizione del Festival di Sanremo 2026, il Premio alla Carriera. Ed ora, dalla Città dei fiori, Giulio Rapetti Mogol farà tappa a Bassano del Grappa, al PalaUbroker, giovedì 12 marzo, con il suo spettacolo "Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti", organizzato da DuePunti Eventi.

Mogol, lei sarà abituato alle standing ovation. Ma che effetto le ha fatto vedere alzarsi tutto il pubblico dell'Ariston?

«È stato sorprendente. Mi sono emozionato molto. Ed io non mi emoziono mai. O meglio: mi emoziono solo quando sento che la musica e le parole dicono la stessa cosa. È proprio così che prendo ispirazione per scrivere, un automatismo del cervello: sento la musica e le parole nascono in base a quella».

Cosa deve aspettarsi il pubblico dello spettacolo "Emozioni"?

«Racconterò le storie delle canzoni che ho scritto, aneddoti, curiosità. La cosa che più caratterizza questo spettacolo è la gente (le donne, in particolare) che canta tutto il tempo, e canto anche io. Poi sono accompagnato da musicisti eccezionali. Il cantante, Gianmarco Carroccia, che ha una voce straordinaria, molto vicina a Battisti come timbro e modo di cantare, restituisce al pubblico un'interpretazione perfetta».