Il muro di omertà e silenzi che ha avvolto e protetto Andrea Mountbatten-Windsor e la famiglia reale, fino ad oggi, sembra finalmente sgretolarsi. Raggiunta, a sorpresa, nella sua casa di campagna dove sta trascorrendo gli anni della pensione, Charlotte Manley, assistente storica dell’ex principe, ha confermato ai giornalisti del Times di avere tutta l’intenzione di parlare con la polizia, per dare il suo contributo alle indagini.
“Anche se non avrò molto da dire”, avrebbe poi confessato ai cronisti, ma sicuramente ogni dettaglio sarà utile a comporre con più precisione il puzzle che sta mettendo insieme i capi di accusa per colui che, per anni, è stato uno degli amici più stretti del predatore sessuale Jeffrey Epstein.
Il fratello di re Carlo III è finito nella bufera per le accuse mosse, in primis, da Virginia Giuffrè, ma dopo la pubblicazione dei tre milioni di Files messi a disposizione del pubblico dal Dipartimento di Giustizia americano, la sua posizione è risultata definitivamente compromessa. Il picco in basso si è raggiunto il 19 febbraio scorso quando ha trascorso il giorno del suo compleanno in stato di fermo di polizia. Charlotte Manley è stata la sua ombra negli anni della gloria: dal 1996 al 2003 ha ricoperto il ruolo di assistente personale, poi di tesoriera e infine di segretaria privata; chi meglio di lei, dunque, potrebbe dare le risposte che Andrea non ha mai voluto consegnare a nessuno, negando fermamente ogni addebito e ogni accusa mossi nei suoi confronti.






