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9 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 21:11

La polizia sta valutando le accuse contro Andrea Windsor-Mountbatten “come previsto dalle procedure”. Il sangue blu questa volta difficilmente potrà salvare il fratello di re Carlo III che ha valicato il confine della questione morale entrando dritto nel campo dell’ipotesi di reato attraverso lo “sfruttamento spietato” della sua posizione privilegiata per “stringere il legame con Jeffrey Epstein”. A congiurare contro l’ex principe ci hanno pensato gli ultimi contenuti dei Files che mostrerebbero come colui che, all’epoca dei fatti, operava per conto del governo in qualità di inviato speciale per il commercio, non abbia avuto alcuna remora nel condividere con il faccendiere americano le informazioni delicate alle quali aveva accesso.

Nelle e-mail scambiate tra i due nel 2010, questa volta non si è parlato di “cene eleganti” con ragazze dai tratti esotici o modelle di Bucarest, ma di report precisi realizzati per conto del governo, che pagava i viaggi del duca di York con i soldi dei contribuenti per fare affari e tessere relazioni, vantaggiose, per il Paese. Andrea era appena rientrato da una serie di missioni in Asia, con tappe tra il Vietnam, Hong Kong e Singapore. Alle 14.58 del 30 novembre di 16 anni fa, Amit Patel, il suo consigliere particolare per il commercio gli inviava una e-mail contenente una serie di report dettagliati sulla missione in Asia. Nell’allegato si potevano trovare tutti i contenuti dei colloqui e delle prospettive di commercio aperte dalla “visita nel Sud Est asiatico”. Alle 15.02, quella stessa e-mail ed il suo allegato venivano girati alla casella di posta elettronica di Jeffrey Epstein che, tra l’altro, proprio in quei giorni stava ospitando il principe nella sua casa di Manhattan.