Un luogo urbano ai margini, ora simbolo di aggregazione sociale e attenzione all'ambiente e alla sostenibilità. Al centro di questa trasformazione c’è il Parco Milcovich nel quartiere Arcella di Padova, per decenni una vera ferita di emarginazione, piazza di spaccio e degrado. Una zona rossa, oggi rinata grazie all'impegno collettivo di associazioni, volontari, interventi pubblici e privati.

Negli ultimi cinque anni, il Parco Milcovich è rinato, rigenerando a sua volta altri territori, trasferendo lo stesso impegno in altri luoghi, dalle vette della Val di Fiemme alle foreste della provincia di Ha Tinh, in Vietnam. Come è possibile? Il modello Milcovich ha permesso di replicare il senso civico di chi partecipa alla vita del parco, anche in luoghi lontanissimi.

Il progetto si muove su due direttrici parallele: la prima è sociale. Con oltre 150 eventi l'anno — tra cui il festival estivo Arcella Bella, cinema, musica e laboratori — curati dall'associazione Big Maff e Il Coccodrillo – circa 100mila persone sono tornate a vivere il prato di Padova in totale sicurezza. Con questo modello, chi ascolta un concerto all'Arcella finanzia la piantumazione di larici e abeti in Val di Fiemme, faggi, pioppi e pini silvestri nel Bosco della Panarotta, sempre in Trentino o tamerici a Lio Piccolo, vicino all'aeroporto di Venezia fino ad arrivare alla Foresta della Salute di Huong Son, in Vietnam.