"Pensare che la riforma di un ordinamento vada a restringere e a ledere i campi di attività" di altri soggetti "non è corretto sia nella forma, sia nella sostanza", perché "se passasse questa linea, significherebbe che chi è più forte sovrasta" le altre categorie, mentre, invece, "fra professioni dovremmo collaborare".

Così il presidente del Consiglio nazionale dei geometri Paolo Biscaro commenta all'ANSA la decisione della maggioranza di centrodestra di ritirare gli emendamenti alla riforma forense in commissione Giustizia alla Camera, in linea con quanto affermato ieri dall'associazione che riunisce 22 Ordini, fra cui il suo, ProfessionItaliane.

"Noi spesso facciamo consulenza, nell'ambito dell'edilizia, per la stesura dei preliminari, ma se passasse la norma che amplia il raggio d'azione degli avvocati ci troveremmo in difficoltà", aggiunge, "così come accadrebbe a quanti operano come Ctu (i Consulenti tecnici d'ufficio): se devo dare un parere ad un giudice, e non sono un avvocato - si chiede - potrò farlo, qualora venisse approvato il disegno di legge delega così com'è?".

Biscaro, al vertice dei circa 83.000 geometri italiani, sottolinea, infine, di "non comprendere la scelta del Legislatore sull'ampliamento della consulenza ai legali", giacché "non ci sono state criticità" riguardo all'operato delle altre categorie professionali che possano giustificare questa "penalizzazione".