Il percorso verso l’uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi sembrava ormai tracciato per l’Italia, ma la crisi in Medio Oriente minaccia di complicare la situazione e di mettere ulteriormente i bastoni fra le ruote del percorso di rientro dei conti pubblici del nostro Paese. La possibilità di anticipare di un anno il cammino virtuoso resta sempre chiaramente condizionata dalle decisioni dell’Europa, la successione di eventi che si è sviluppata quest’ultima settimana sullo scacchiere geopolitico internazionale pone tuttavia ulteriori incertezze e, nel caso dovesse scatenare conseguenze permanenti sui mercati finanziari, rischia di mettere in dubbio la necessaria discesa del rapporto fra deficit e Pil sotto il 3% fissato dal Trattato di Maastricht che ne è il presupposto essenziale.

La conferma arriva anche da Scope Ratings, che proprio questa mattina pubblica uno studio sulle finanze pubbliche italiane aggiornato agli eventi più recenti. «L’uscita dalla procedura per i disavanzi eccessivi - osservano Alessandra Poli e Carlo Capuano, analisti dell’agenzia di rating ed estensori del testo - è ancora possibile nel 2026, nonostante lo scorso anno il disavanzo registrato da Istat si sia mantenuto leggermente al di sopra della soglia del 3%». L’esito della vicenda dipenderà quindi dai dati relativi al 2025 che Eurostat pubblicherà ad aprile, dalla valutazione della Commissione Europea e dalla decisione finale del Consiglio dell’Ue, ma a questo si aggiunge una nuova incognita, e non certo di poco conto.