Il 41enne Raul Guillermo viene visto da Rubio, 54enne figlio di esuli cubani, come il rappresentante di una nuova giovane generazione di quadri cubani più orientati agli affari che alla dottrina rivoluzionaria, scriveva nelle scorse settimane Axios. Trump ha poi in seguito confermato che Rubio sta dialogando con il governo cubano e che «un accordo potrà essere raggiunto molto facilmente».
Le nuove rivelazioni quindi sembrano confermare come la Casa Bianca intenda procedere non con un brusco rovesciamento del regime comunista, ma puntare a un cambio attraverso accordi economici a vantaggio degli interessi americani. E a chi ricorda che l'amministrazione Obama varò anche storiche riforme di apertura a rapporti con Cuba, le fonti sottolineano quanto sia differente l'approccio di Trump che con l'intervento militare "chirurgico" in Venezuela ha dimostrato come intende restaurare il dominio americano nell'emisfero occidentale. Nel suo intervento sabato scorso al vertice di Shield of Americas, lo scudo delle Americhe, la nuova iniziativa con cui la Casa Bianca intende mobilitare tutti i leader della destra latinoamericana intorno alla sua agenda di lotta all'immigrazione, saldata a quella contro il narcotraffico, Trump ha alluso a imminenti cambiamenti a Cuba. «Cuba è arrivata alla fine della strada, non hanno soldi, non hanno petrolio, hanno solo una cattiva ideologia e un regime che è cattivo da tanto tempo», ha detto, aggiungendo però che se questi «sono gli ultimi momenti della vita che aveva» l'isola ha davanti a sé «una grande nuova vita».















