Roma, 10 mar. (askanews) – “Fare per imparare, lavorando allo sviluppo dell’IA con una visione internazionale”. È questo l’approccio che deve guidare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, secondo quanto è emerso dal convegno “Fare per imparare. Etica e formazione nell’era dell’intelligenza artificiale”, organizzato dall’Osservatorio Internazionale per l’Intelligenza Integrale, l’Etica e il Valore Pubblico e promosso da Formez, PUA e CSI Piemonte, tenuto a Roma, presso la sede della Pontificia università Antonianum, con la partecipazione dei vertici accademici della Mississippi State University.

“L’IA non può essere gestita esclusivamente in ambito nazionale ma servono regole, investimenti e progetti condivisi non solo a livello europeo ma globale – è il risultato del confronto – perché le nuove tecnologie non si fermano alle frontiere. Solo con una sperimentazione permanente e una cooperazione internazionale l’Italia potrà trasformare l’IA in crescita concreta, competenze diffuse e benefici per cittadini e imprese”. Si è parlato del ruolo dell’IA nel lavoro pubblico, dell’approccio europeo all’IA act e della visione statunitense, del sistema dei dati chiusi, dell’importanza della visione internazionale, anche rispetto all’idea del bias.