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Fuori dall’ambasciata Usa di Milano si piange l’ayatollah, sui TikTok si inneggia ad Hamas e a Hezbollah e nel Centro Islamico di Roma ci si riunisce in preghiera per lui
In Italia si è scoperto che esistono gli orfani di Khamenei. Sono iraniani (pochi), ma anche musulmani di diversa nazionalità e, soprattutto, italiani. Da quando Israele e Usa hanno condotto il raid contro il regime di Ali Khamenei, uccidendo l’ayatollah e di fatto decapitando la teocrazia islamica, si assiste a manifestazioni in supporto del regime iraniano, a vere e proprie veglie funebri e a manifestazioni in cui si dipinge Khamenei quasi come un santo in terra. Ma non solo, perché basta fare un giro su TikTok per trovare anche video in cui si inneggia ad Hamas, Hezbollah e al bombardamento di Tel Aviv.
Solo pochi giorni fa, davanti all’ambasciata Usa a Milano, un gruppetto sparuto di persone, alcune iraniane e altre no, hanno scandito cori tra cui “Khamenei è il nostro leader”. Una donna ha sostenuto che “l’amore per Khamenei è qualcosa che nessuno può capire finché non ci va” e “non è vero che non c’era nessuna costrizione, li ho visti con i miei occhi”. E ancora: “Finora il famoso regime islamico di cui tanto parlano non è caduto dal cielo, qualcuno li ha votati”. A parlare sono italiani, che mentre gli iraniani esultano e ringraziano gli americani per essere intervenuti e aver rotto il giogo di Ali Khamenei, un primo passo per un regime change che chiedono da anni e che ora inizia a profilarsi, anche se in Iran è già stato scelto il figlio come Guida Suprema.






