Ogni situazione di difficoltà è diversa e merita un'attenzione speciale, personalizzata sui singoli bisogni.

Con questa convinzione la Cooperativa Sociale 'La Grande Casa', che opera in Lombardia da più di 35 anni, incontra storie di fragilità sociale o psicologica, prevalentemente di giovani, famiglie, migranti e donne in uscita da situazioni di violenza, accompagnando ciascuno verso un percorso di vita autonoma. La cooperativa, che da poco si è dotata anche di uno spazio fisico dedicato ai giovani a Sesto San Giovanni, nel Milanese, è tra gli enti erogatori della misura regionale '#Up - percorsi per crescere alla grande' finanziata dal Fondo Sociale Europeo, iniziativa che si concentra soprattutto sul contrasto al disagio giovanile.

"Dopo la segnalazione da parte di enti del territorio, le Aziende sociosanitarie locali preparano un progetto in base al singolo ragazzo o ragazza. Da lì noi andiamo a costruire un percorso che portiamo avanti con loro e con le famiglie" spiega Deborah Radice, coordinatrice pedagogica della cooperativa. Dopo un periodo di osservazione, in cui gli operatori conoscono la persona presa in carico, costruendo una relazione di fiducia, vengono portate avanti una serie di attività da fare insieme, a casa o sul territorio. Da quando è stato aperto 'Prisma', lo spazio a Sesto, la cooperativa - che attualmente segue una 30ina di ragazzi - ha iniziato a organizzare laboratori su cinema, manga o musica e anche corsi di cucina, informatica, videomaking o cucito. Le idee non mancano e spaziano dall'orientamento scolastico e universitario al teatro fino a tematiche più sociali come l'educazione affettivo-sessuale. A volte sono i ragazzi stessi a tenere dei corsi. "Prisma è un luogo fisico che diventa spazio di autodeterminazione dove ripartire e instaurare delle relazioni, sentendosi accolti - lo descrive Radice -. La dimensione del gruppo aiuta i ragazzi a riconoscersi nell'altro e a non sentirsi soli". Tra i ragazzi presi in carico e le operatrici, oltre a un rapporto professionale, se ne crea anche uno di amicizia. Come quello tra l'educatrice de 'La Grande Casa' Francesca Carra ed Eleonora, una ragazza di quasi 21 anni che dopo il suo percorso con la cooperativa è diventata una volontaria. Inizialmente aprirsi non è stato semplice, ma con il tempo tra lei e Francesca è nato un legame vero: "La mia sfida era quella di socializzare e fare nuove esperienze - racconta Eleonora -. All'inizio vedevo l'operatrice come un'amica 'forzata', e questo mi divertiva. Ora riconosco tantissimo il valore del percorso che ho fatto".