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Il recupero degli immobili pubblici libererà fino a 60mila appartamenti

Il Consiglio dei ministri di oggi potrebbe segnare il debutto operativo del nuovo Piano Casa del governo, il primo intervento organico sull'emergenza abitativa annunciato nelle scorse settimane. L'approdo sul tavolo di Palazzo Chigi non è ancora certo, perché nelle ultime ore la priorità dell'esecutivo si è concentrata sulle misure contro il caro carburanti. Ma il dossier resta pronto e rappresenta, nelle intenzioni della maggioranza, l'avvio di una strategia più ampia sull'abitare. Non a caso il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini lo ha definito «il primo tassello della strategia nazionale sull'abitare».

Il primo intervento previsto dal Piano Casa riguarda il recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzato. Il decreto prevede infatti circa 950 milioni di euro destinati alla manutenzione straordinaria delle case popolari non assegnate perché non a norma. Le risorse, messe a disposizione dal ministero delle Infrastrutture, saranno destinate alle aziende territoriali per l'edilizia residenziale pubblica e alle aziende casa regionali, con l'obiettivo di rimettere rapidamente sul mercato un numero consistente di abitazioni. «Le risorse sono destinate unicamente alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale e sociale attualmente non assegnato alle famiglie in graduatoria, perché non a norma», ha spiegato Salvini, indicando come obiettivo immediato quello di rendere disponibili «tra i 50mila e i 60mila appartamenti oggi non utilizzabili».