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La strategia: case popolari recuperate, edilizia sociale e spinta per gli investimenti privati. Gli sconti sui carburanti questa volta si concentrano per la maggior parte sul diesel
Il governo Meloni imprime una svolta concreta e di lungo respiro sul fronte della casa e del costo della vita, mettendo in campo un doppio intervento che punta da una parte a garantire il diritto all'abitare e dall'altra a difendere famiglie e imprese dall'impennata energetica. Con il nuovo Piano Casa, fortemente voluto dalla premier e dal vicepremier Matteo Salvini, l'esecutivo mobilita fino a 10 miliardi di euro di risorse pubbliche, ai quali si aggiungeranno investimenti privati, con l'obiettivo di rendere disponibili oltre 100mila nuovi alloggi popolari e a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni.
"È un meccanismo che noi consideriamo molto innovativo, ambizioso. Siamo convinti possa generare un moltiplicatore su larga scala", ha spiegato Giorgia Meloni, rivendicando una strategia strutturale capace di affrontare una delle emergenze sociali più sentite dagli italiani. Il primo pilastro si concentra sul recupero del patrimonio pubblico esistente: 1,7 miliardi per rimettere a norma 60mila case popolari oggi inutilizzabili, cui si aggiungono fino a 4,8 miliardi derivanti dai programmi di rigenerazione urbana redistribuibili ai Comuni. Una misura che non consuma nuovo suolo, ma valorizza il patrimonio esistente, accelerata da semplificazioni burocratiche e dalla nomina di un commissario straordinario.






