Roma, 9 mar. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump potrebbe essere tentato di prendere il controllo di un’isola al centro del settore petrolifero iraniano ma una mossa simile sarebbe altamente rischiosa allungando ulteriormente la guerra e provocando altri shock ai mercati energetici. L’isola, piccola ma altamente strategica, è quella di Kharg. Si trova nella parte settentrionale del Golfo Persico, a circa 24 chilometri dalla costa iraniana, e da essa passa il 90% dell’esportazione di greggio (che caricato sulle petroliere, deve poi attraversare lo Stretto di Hormuz). Costruita negli Anni ’60 dalla compagnia petrolifera americana Amoco, è capace di caricare fino a 7 milioni di barili di petrolio al giorno.

Prendere il controllo dell’isola lunga 8 chilometri, richiederebbe soldati Usa sul campo, cosa che al momento e’ esclusa dalla Casa Bianca, ma “taglierebbe la fonte di vita dell’Iran”, ha spiegato a CNBC Petras Katinas, ricercatore in clima, energia e difesa presso RUSI, un think tank con sede a Londra. “Naturalmente, con le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz ora interrotte, l’Iran non puo’ vendere petrolio, ma guardando avanti, il sequestro dell’isola darebbe agli Stati Uniti leva durante le trattative, indipendentemente da quale regime sia al potere dopo la fine dell’operazione militare”, ha aggiunto.