Arrivare in Messico a fine mese. Impossibile. E l’Iraq chiede il rinvio della partita più importante degli ultimi 40 anni di storia del Paese: teme di non riuscire a far arrivare i propri giocatori e il proprio staff per la gara decisiva (contro Suriname o Bolivia).
Iraq ancora in corsa per i Mondiali, 40 anni dopo: Emirati Arabi ko dopo 17 minuti di recupero
Lo spazio aereo iracheno è chiuso dal 28 febbraio, da quando sono iniziati i primi attacchi tra Stati Uniti e Israele e l'Iran ha risposto lanciando missili e droni contro Israele, gli stati del Golfo e altri paesi vicini. Alcuni giocatori non sono in possesso del visto. E per questo il ct ct della squadra Graham Arnold chiede che lo spostamento della partita, in programma a Monterrey il 31 marzo.
Graham Arnold, ct dell'Iraq
Per il ct, diventato allenatore dell'Iraq nel maggio 2025, mettere insieme una squadra composta esclusivamente da giocatori residenti fuori dall'Iraq ostacolerebbe le possibilità del Paese di qualificarsi alla sua prima Coppa del Mondo dal 1986. “Non sarebbe la nostra squadra migliore e abbiamo bisogno della nostra squadra migliore per la partita più importante del Paese degli ultimi 40 anni”, ha detto l'australiano.









