Su una strada alberata nel nord di Londra, conosciuta come Billionaire’s Row, alcune delle ville più costose del Regno Unito restano nascoste dietro cancelli neri e telecamere di sicurezza. Le case sono quasi sempre vuote, custodite da guardie private e società di gestione che ne proteggono la proprietà attraverso una rete di società offshore.Dietro alcune di queste proprietà, secondo un’inchiesta di Bloomberg, compare una catena di società che porta fino a uno degli uomini più influenti dell’Iran contemporaneo, Mojtaba Khamenei, uno dei figli della Guida Suprema, ucciso il 28 febbraio – primo giorno di guerra – in un bombardamento portato a segno da Israele e Stati Uniti. Negli ultimi quindici anni quella rete finanziaria si sarebbe estesa da Londra a Dubai, passando per hotel in Europa e conti bancari collegati a intermediari che operano tra i mercati occidentali e il sistema economico della Repubblica islamica.Fino a pochi giorni fa quel sistema economico raccontava soprattutto un aspetto meno visibile del potere iraniano, cioè la sovrapposizione tra élite politiche, fondazioni religiose e capitale internazionale che caratterizza la struttura del regime. Oggi invece il nome di Mojtaba Khamenei è al centro della politica iraniana.L’Assemblea degli esperti, infatti, lo ha eletto nuova Guida Suprema dell’Iran dopo l’uccisione del padre Ali Khamenei. La nomina segna un passaggio storico per la Repubblica Islamica dell’Iran. Questa è, infatti, la prima successione dinastica al vertice del sistema nato dalla rivoluzione del 1979. E arriva nel momento più instabile della storia recente del Paese, mentre la guerra con Stati Uniti e Israele continua ad allargarsi e la leadership iraniana affronta la sua crisi più grave da decenni.Chi è Mojtaba Khamenei, il leader che operava nell’ombraPer anni Mojtaba Khamenei è stato una delle figure più enigmatiche del potere iraniano. A differenza di molti religiosi di alto rango non ha mai occupato incarichi politici di primo piano, né costruito una carriera pubblica visibile. Il suo potere si è sviluppato soprattutto dietro le quinte, all’interno delle reti informali che collegano l’ufficio della Guida Suprema, i servizi di sicurezza e i Guardiani della Rivoluzione.Religioso sciita formatosi nei seminari di Qom, Mojtaba porta il titolo di hojjatoleslam, un grado clericale intermedio che lo colloca formalmente sotto il livello degli ayatollah che tradizionalmente occupano la posizione di Guida Suprema. Questo elemento ha alimentato per anni dubbi sulla sua legittimità religiosa come possibile successore del padre. Tuttavia, nella Repubblica Islamica il potere non dipende soltanto dal rango teologico, conta anche la capacità di costruire alleanze dentro il sistema.“La ricchezza accumulata da Mojtaba contrasta con la narrativa di regime, anche in questi giorni che precedono i funerali di Stato”, spiega Farian Sabahi, professoressa associata in Storia contemporanea all'Università dell'Insubria e visiting senior fellow alla London School of Economics.“Secondo questa narrativa – continua Sabahi – il leader supremo Ali Khamenei e la sua famiglia avrebbero vissuto una vita austera e pia. Non pare che i familiari abbiano ostentato una vita da ricchi, ma la fortuna nascosta all’estero di Mojtaba contraddice l’immagine che il regime cerca di dare di sé. Soprattutto in un paese come l’Iran, dove la povertà è in aumento a causa della pessima gestione della cosa pubblica, della corruzione di regime, delle sanzioni internazionali e della guerra”.È proprio su questo terreno che Mojtaba Khamenei ha consolidato la propria influenza. Nel corso degli anni il suo nome è emerso sempre più spesso nelle analisi sulla politica iraniana come uno dei principali intermediari tra l’ufficio della Guida Suprema e i Pasdaran, l’organizzazione militare che rappresenta uno dei pilastri del regime. Il rapporto con i Guardiani della Rivoluzione è considerato uno degli elementi chiave della sua ascesa.Secondo diversi osservatori Mojtaba ha svolto per anni una funzione informale di filtro politico attorno alla figura del padre. In pratica, controllava l’accesso alla Guida Suprema e partecipava alle decisioni più delicate che riguardavano la sicurezza nazionale, la gestione delle proteste interne e la politica regionale dell’Iran. Questo ruolo di mediatore gli ha permesso di costruire relazioni strette con l’apparato militare e con una parte importante dell’élite politica conservatrice. Mojtaba ha coltivato legami stretti con alcune componenti dei Pasdaran e con la milizia Basij, che nel 2009 fu mobilitata per reprimere le proteste seguite alle elezioni presidenziali.La rete internazionale di investimenti di Mojtaba KhameneiAccanto alla dimensione politica e militare esiste poi una componente economica meno visibile ma altrettanto importante. Secondo una ricostruzione pubblicata da Bloomberg, Mojtaba sarebbe collegato a una rete internazionale di investimenti che include immobili di lusso a Londra, hotel in Europa e società registrate in diversi Paesi, costruite attraverso intermediari finanziari e uomini d’affari vicini all’élite iraniana. Il sistema, che secondo diverse fonti avrebbe movimentato miliardi di dollari negli ultimi anni, rappresenta uno degli esempi più evidenti di come le élite della Repubblica islamica abbiano costruito canali economici globali capaci di aggirare almeno in parte il regime di sanzioni imposto dall’Occidente.Questa dimensione economica è fondamentale per comprendere la posizione di Mojtaba dentro il sistema. Più che un leader politico tradizionale, la sua figura emerge come quella di un nodo di connessione tra potere religioso, apparato militare ed élite economiche, tre livelli che negli ultimi decenni hanno progressivamente definito la struttura reale dello Stato iraniano.Il rapporto con i Guardiani della Rivoluzione – che controllano una parte rilevante dell’economia nazionale attraverso società energetiche, imprese di costruzione e conglomerati industriali – ha rappresentato uno degli elementi centrali di questa rete di potere. Per questo, quando si è aperta la successione alla Guida Suprema, Mojtaba era già una delle figure meglio posizionate dentro l’architettura economica e politica che sostiene la Repubblica Islamica.La prima successione dinastica della Repubblica Islamica?La sua nomina segna un passaggio storico per il sistema politico iraniano. La Repubblica Islamica nasce nel 1979 come rottura con la monarchia dello Shah e con l’idea stessa di successione dinastica. L’ascesa del figlio della Guida Suprema rappresenta quindi un paradosso politico evidente.Questa potrebbe essere la prova di quanto il potere in Iran si sia progressivamente concentrato all’interno di una rete ristretta di élite religiose, militari ed economiche. Allo stesso tempo la scelta di Mojtaba rappresenta anche un segnale di continuità strategica. Durante gli ultimi anni del governo del padre, il figlio era già considerato una delle figure più vicine alla linea dura del regime. La sua leadership potrebbe quindi rafforzare ulteriormente l’asse tra clero conservatore e apparato militare dei Pasdaran.L'ayatollah Ali Khamenei nel giugno del 2024. La Guida Suprema dell'Iran è stata uccisa il 28 febbraio 2026