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9 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 11:30
La figlia decise di portare con la propria auto la madre dal pronto soccorso di Vieste all’ospedale di San Giovanni Rotondo, perché non c’erano ambulanze disponibili. La madre morì nel tragitto. Ora la procura di Foggia ha iscritto nel registro degli indagati anche la figlia della vittima, dopo aver disposto la riesumazione della salma. Era iniziato tutto lo scorso 31 agosto, quando, a seguito di un malore, la figlia della 78enne Antonia Notarangelo condusse la madre al pronto soccorso della cittadina garganica. La figlia aveva contattato il 118, ma le era stato riferito che l’unica ambulanza sarebbe potuta arrivare solo da Peschici.
La vicenda diventò di dominio pubblico dopo una lettera aperta scritta dal figlio della vittima, Pasquale Ciuffreda, che denunciò la drammatica sequenza di eventi della notte. “Quando mia madre si è sentita male e ho chiamato il 118, mi è stato detto che tutte le ambulanze di Vieste erano occupate. Ci dissero di attendere quella di Peschici, ma il personale ci consigliò di portarla direttamente al pronto soccorso”. Giunti in ospedale, secondo la famiglia, la donna non sarebbe stata visitata da un medico e il personale avrebbe suggerito di tornare il giorno seguente solo nel caso in cui le condizioni si fossero aggravate. La sorella allora decise di trasportare la madre con la propria auto verso all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, ma Antonia Notarangelo morì durante il tragitto.









