Dopo un'ora di inutile attesa di un'ambulanza al pronto soccorso di Vieste, aveva deciso di portare per conto suo la mamma colta da un malore, nell'ospedale di San Giovanni Rotondo sperando che lì potesse essere salvata.
Ma non andò così e la donna, Antonia Notarangelo, morì la notte del 31 agosto scorso in auto lungo la strada tra Vieste e Peschici, tra le braccia della figlia. Ora per chiarire cause ed eventuali responsabilità di quella morte la procura di Foggia ha disposto la riesumazione della salma e l'autopsia e iscritto nel registro degli indagati per concorso in omicidio colposo anche la figlia della donna, oltre a tre sanitari.
L'avvocato Michele Sodrio, che assiste la figlia della donna, Maria Teresa Ciuffreda, non si dice sorpreso del fatto che la sua assistita sia indagata, ma parla di "un tragico paradosso".
"I sanitari coinvolti - dice - stanno cercando di scaricare sulla Ciuffreda delle responsabilità che non possono e non devono essere sue. Intanto nomineremo un nostro medico legale, per seguire gli accertamenti della Procura, poi vedremo cosa emerge e prenderemo le nostre iniziative. Ma non permetterò che un possibile caso di grave negligenza sanitaria, sia pure tutto da accertare, sia scaricato addirittura sulla figlia della paziente deceduta".








