Una donna di 76 anni è morta nella notte tra sabato 30 e domenica 31 agosto mentre la figlia la portava da Vieste a San Giovanni Rotondo dopo che nel pronto soccorso della sua città le avevano detto di tornare il giorno dopo perché non grave. A raccontare tutto è un altro suo figlio, che ha denunciato le presunte carenze del sistema sanitario locale. “Quando mia madre ha iniziato a stare male, ho subito chiamato il 118 - ha raccontato -. Mi hanno risposto che tutte le ambulanze di Vieste erano impegnate e che avremmo dovuto aspettare quella di Peschici. Poco dopo, sono stati proprio loro a chiamarci per dirci: 'Portatela voi al pronto soccorso di Vieste'".

La figlia della donna ha quindi accompagnato la madre a Vieste. Lì, però, "non c’era un medico - ha denunciato l'uomo -. Nessuno ha fatto una visita vera a mia madre. Ci hanno detto soltanto: 'Tornate domani, con calma, se peggiora'". Purtroppo però la situazione è precipitata dopo un’ora. “Ho chiamato mia sorella e mi ha detto che erano ancora lì, a Vieste. Nessun trasferimento, nessuna ambulanza. Così mia sorella è ripartita da sola per portare mamma a San Giovanni Rotondo”, ha proseguito l'uomo. Che poco dopo ha ricevuto una chiamata disperata: “Mamma non respirava più.”