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Negli Stati di diritto avanzato chi giudica e chi accusa hanno percorsi separati
D a una parte, praticamente in blocco, ci sono le democrazie dove vige il diritto moderno. Dall'altra, una serie di Stati dove la giustizia civilmente intesa fatica a prendere piede, o dove è platealmente una finzione, una messa in scena. Ebbene: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è patrimonio comune nei paesi della prima lista. Mentre a tenere tribunali e procure dentro il medesimo ordinamento, come avviene oggi in Italia, sono soprattutto dittature, stati canaglia e nazioni di traballante civiltà giuridica.
La tabella con i due elenchi, virale sui social, circola da qualche giorno negli ambienti dei Comitati per il Sì, decisi a dimostrare che la riforma costituzionale al centro del referendum del 22 e 23 marzo non fa altro che portare l'Italia nell'alveo delle nazioni più avanzate, dove la separazione tra giudici e pm esiste da sempre senza che questo produca l'asservimento delle Procure al potere politico. La tabella è talmente esplicita da dubitare della sua correttezza. Per qualche giorno il Giornale ha lavorato a ricostruire come stanno davvero le cose. Risultato: stanno proprio così. Con piccole correzioni, la storia raccontata dalla tabella è vera. Nei paesi di diritto avanzato, i magistrati che giudicano non sono colleghi dei magistrati che accusano. Mentre giudici e pm vanno a braccetto, oltre che in Italia, in paesi che è difficile considerare culle del diritto.






