«Ci vogliamo libere, vive, ma anche felici». Con queste parole decine di attiviste e attivisti si sono ritrovati davanti al tribunale di Torino per protestare contro il ddl Bongiorno, al centro del dibattito politico e giuridico sul tema della violenza di genere, durante la giornata di sciopero nazionale transfemminista. Cartelli, striscioni e cori hanno accompagnato il presidio, organizzato da associazioni femministe e collettivi impegnati nella difesa dei diritti delle donne.

Al centro della mobilitazione c’è la critica alla proposta di legge, che secondo le manifestanti rischierebbe di indebolire il principio del consenso nelle norme che riguardano la violenza sessuale. «Senza consenso è violenza», hanno ribadito più volte durante la protesta, sottolineando come il consenso debba restare un punto fermo nella definizione e nella prevenzione delle aggressioni. «Se la violenza ha tante facce, noi abbiamo finito di porgere le nostre guance - dicono - La violenza che ci colpisce perché acquisiamo spazi di autonomia e libertà, perché diciamo no a una relazione. La violenza non è gelosia, non è patologia, non è amore, non è cura. È frutto di una cultura del possesso che non risparmia nessuna. Lo stupratore non è un malato, è un figlio sano del patriarcato».