Camilla ha 7 anni, i capelli con i riflessi verdi e i pantaloni di pelle nera. È venuta insieme alla mamma e sfila orgogliosa in prima fila davanti allo striscione: “Senza consenso è stupro”. È anche per lei che sono scese in piazza, nella prima domenica di sole da molto tempo, un migliaio di donne accompagnate da amici, compagni, mariti, studenti, pensionati, lavoratori per fermare il ddl Bongiorno.
“Bongiorno sta Fregna” campeggia sull’altro striscione alla testa della manifestazione. All’appello arrabbiato lanciato dalle transfemministe di Non Una Di Meno e Casa delle donne, hanno risposto Sos Donna, l’Udi insieme alla Rete dei centri-antiviolenza e a tutte le associazioni femministe.
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Al loro fianco è sceso anche il sindaco Matteo Lepore, la vicesindaca Emily Clancy, l’eurodeputata Annalisa Corrado, l’assessora regionale alle Pari opportunità Gessica Allegni, le donne del Pd Simona Lembi, Federica Mazzoni, Giulia Bernagozzi con i compagni di partito e Coalizione civica.
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