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16 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:02

“BongiorNO”, “E se poi si vendica?”, “Senza consenso è stupro”, “Consenso, scelta, libertà”: sono alcuni dei cartelli bianchi, neri e fucsia che si sono levati ieri in più di cento piazze italiane, dando voce alla protesta contro il ddl sulla violenza sessuale presentato dalla senatrice Giulia Bongiorno. È stato questo il senso di una mobilitazione diffusa, alla quale hanno partecipato migliaia di donne e anche alcuni uomini, sempre troppo pochi, che hanno condannato lo stravolgimento dell’impianto del precedente disegno di legge, fondato sul “consenso libero e attuale”.

La data del 15 febbraio non è stata scelta a caso: ricorre infatti il trentesimo anniversario della promulgazione della legge 66 che, nel 1996, cancellò la norma che definiva lo stupro come reato contro la morale. Un traguardo che venne raggiunto, lo ricordava Anna Finocchiaro, in un’intervista rilasciata ad un quotidiano, grazie a un accordo trasversale tra donne di sinistra e di destra, che superarono le resistenze dei compagni di partito. Un’alleanza che oggi pare impossibile e che, a novembre, è naufragata dopo il no della Lega.