Da una parte, studentesse e studenti che vogliono congedo mestruale, carriere alias, consultori, educazione affettiva in classe. Dall'altra, insegnanti che denunciano il paradosso di una scuola pubblica "estremamente femminilizzata" (le donne sono in media "all'82%", ma la maggior parte negli ordini di scuola dell'infanzia e della primaria, "dove gli stipendi sono più bassi") in cui il tema del soffitto di cristallo è ancora presente. Sono queste le due anime della manifestazione di questa mattina a Bologna promossa da Usb scuola e dal collettivo studentesco Osa. A fronte di un governo che sta "investendo nel riarmo e sostenendo uno scenario di guerra globale", togliendo fondi a welfare e scuola, "deprivati da politiche di austerità da decenni". Davanti all'ufficio scolastico regionale, sono in 100 a protestare contro le politiche del governo Meloni. "Leggiamo notizie di femminicidi, anche di nostre coetanee nelle nostre scuole, e continua a essere impedita l'educazione affettiva dal ministro Valditara - sottolinea viola montani di Osa - il governo meloni continua a tagliare, pensiamo anche a Bologna dove ci sono pochissimi centri antiviolenza, strumenti che servirebbero ovviamente ad aiutare in questa situazione".