Contro le politiche del Governo sul contrasto alla violenza sessuale ed economica nei confronti delle donne e delle categorie più colpite dall'inflazione provocata dalla guerra.
Per bloccare "con ogni mezzo" il Ddl Bongiorno. Ma anche contro la guerra all'Iran e i bombardamenti sul Libano e l'uso delle basi.
Su questi temi Non una di meno chiama a raccolta per quello che definisce un nuovo "weekend lungo" di lotta e di sciopero per l'8 e il 9 marzo con lo slogan "le nostre vite valgono. Noi scioperiamo": il primo giorno con cortei e mobilitazioni in 60 città in tutta Italia e il secondo con lo sciopero generale proclamato da diversi sindacati che diventa transfemminista.
Ai temi tradizionali quest'anno si affianca la nuova protesta contro "il DdL Bongiorno di modifica della attuale legge sulla violenza sessuale" le cui conseguenze sarebbero, secondo Non una di meno, "molto gravi nei contesti familiari e coniugali, per le giovani e giovanissime che con le loro denunce fanno registrare un aumento vertiginoso dei casi (dati Istat 2025), nei contesti lavorativi e in condizioni di ricattabilità, nei tribunali dove chi denuncia è già esposta a vittimizzazione secondaria". Un ddl "sul dissenso: Sorella, io ti credo! Senza consenso è stupro!" Ma nella piattaforma di rivendicazione c'è anche "la bocciatura del congedo retribuito ai padri, l'eliminazione di Opzione Donna e i dati sul gender pay gap che - sottolineano - smascherano un governo che fa propaganda sulla natalità e la conciliazione vita-lavoro ma non le sostiene".













