BELLUNO - 8 marzo 2026. Giornata internazionale della donna. Giornata di consapevolezza, istituita per celebrare le donne ma soprattutto per sottolineare l’importanza della lotta per i loro diritti. E nonostante questo dovrebbe essere scontato, le più di 50 donne uccise nel 2025 in Italia raccontano tutt’altra storia. Non una di meno Belluno (Nudm) invita la cittadinanza domenica a partire dalle ore 15 davanti al Teatro Comunale, per “un’occasione di festa, rivendicazioni, comunità, partecipazione, lotta”. Quest’anno, tuttavia, la scelta del luogo non è casuale. Proprio l’8 marzo, infatti, il Teatro Buzzati ospiterà lo spettacolo “Via Crux” di Giuseppe Cruciani, conduttore radiofonico del programma “La Zanzara” (il cui podcast è solitamente tra i primi 2-3 più scaricati e ascoltati in assoluto, in Italia), “politicamente scorretto” come si definisce lui stesso. Il teatro sarà quasi sold out: già venduti 500 biglietti.

«Come collettivo abbiamo scelto di mobilitarci con un flash mob quando abbiamo appreso con incredulità e sconcerto che proprio l’8 marzo il Teatro comunale ospiterà lo spettacolo di Giuseppe Cruciani - comunica Nudm -. Giuseppe Cruciani è notoriamente promotore di un linguaggio pubblico fondato sulla provocazione sistematica, sull’umiliazione come forma di intrattenimento e sulla legittimazione dell’odio sotto la maschera dell’ironia. Nel suo discorso mediatico ricorrono attacchi al femminismo, alle persone trans e non conformi al concetto tradizionale di genere, la derisione della cultura del consenso, la minimizzazione della violenza maschile, l’esaltazione del catcalling, il razzismo ammiccante e la riduzione delle soggettività marginalizzate a caricature da esporre al ludibrio del pubblico. Non si tratta di singole battute occasionali, ma di una cifra narrativa consolidata, che utilizza l’insulto, la polarizzazione e la spettacolarizzazione delle gerarchie sociali come motore dello show». Secondo Nudm, questo tipo di narrazione, che spesso viene difesa nel nome della libertà di parola e della contrapposizione a quella che viene definita “cancel culture”, rappresenta invece qualcosa di fuorviante: «Cruciani non è una voce marginalizzata o censurata, ma una figura ampiamente legittimata, con accesso quotidiano a radio, televisioni, piattaforme digitali e grandi eventi culturali. La libertà di espressione non coincide con la libertà di perpetuare stereotipi, discriminazioni e violenze simboliche senza contraddittorio, soprattutto quando a farlo sono soggetti che godono già di enorme visibilità mediatica».