Decimo giorno di guerra in Medio Oriente. È lunedì 9 marzo, le Borse europee aprono l’ennesima seduta complessa. Il prezzo del petrolio vola oltre i 100 dollari al barile. Mentre l’escalation del conflitto nel Golfo Persico spinge il greggio ai massimi dal 2022, l’economia mondiale sussulta.
La nomina del figlio del deceduto ayatollah Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema dell’Iran lascia presagire una durata più lunga del previsto degli scontri fra Teheran e Tel Aviv-Washington. I timori di una recessione crescono di giorno in giorno, alimentando di conseguenza nervosismo tra gli analisti e alimentando una effetto cascata sull’inflazione.
Bloomberg: possibile rialzo dei tassi d’interesse
Al punto che l’agenzia Bloomberg stima un doppio rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base l’uno da parte della Bce entro fine anno. Prima decisione: già entro giugno, afferma l’agenzia. E così balzano i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si allarga a 84 punti – ovvero, i massimi da giugno 2025 – a inizio giornata.
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