TORINO. Le luci della villa sulla collina di Torino illuminano il cortile e gli ingressi quando sono da poco passate le 22. Carabinieri che controllano gli accessi. Tutto blindato. Vietato entrare.
Villa Lavazza e il custode Ronald Adarlo
Villa Lavazza è una casa moderna su due piani, con un grande terrazzo che guarda dall'alto la città. La noti appena, si trova al fondo di una strada che termina davanti al cancello d'ingresso, proprio sopra viale Thovez, una traversa che scala la collina torinese. Qui abitano Marco Lavazza, vicepresidente del gruppo omonimo e dell'Unione Industriali di Torino, e la sua famiglia. E proprio qui, ieri nel primo pomeriggio, il personale di servizio ha trovato lo storico custode della casa, riverso nel cortile, proprio di fronte all'ampio ingresso della villa. Respirava ancora. Hanno dato subito l'allarme. Ronald Adarlo, 50 anni, origini filippine, è morto poco dopo mentre lo stavano soccorrendo. Da tanti anni era alle dipendenze della famiglia Lavazza. Un uomo di assoluta fiducia, riservato come si conviene a chi fa certi mestieri, fidato, fidatissimo, senza se e senza ma.
Il giallo della morte
Nessuna spiegazione apparente per questa morte, se non un grande dubbio sulle cause del decesso: la scelta disperata di togliersi la vita lanciandosi dall'alto, oppure un tragico infortunio sul lavoro, mentre stava sbrigando le ultime attività di giornata. Lo hanno trovato che già faceva buio e i carabinieri sono arrivati poco dopo.










